Disabilità intellettiva e accessibilità museale. Il secondo incontro formativo

Castello D’Albertis (Genova), Venaria Reale (Torino) e Museo Archeologico (Cremona) hanno concluso il secondo appuntamento formativo (il MUDI inizierà questo percorso nel prossimo autunno).
L’incontro era rivolto al personale dei servizi educativi del museo, e al personale di cooperative o associazioni che svolgono regolarmente attività didattica ed educativa nei rispettivi musei.

Disabilità intellettiva, accessibilità museale e ricadute sui visitatori e sul museo sono stati i temi centrali dell’intervento formativo e l’alternanza di presentazioni con attività che seguono l’impianto di un workshop ha permesso ai partecipanti di tenere alte motivazione e concentrazione sul tema.
Al termine dell’incontro, tutti i partecipanti hanno espresso un elevato livello di soddisfazione.

La prima attività proposta era volta a indagare le aspettative, i dubbi e le curiosità dei partecipanti relativamente alla fase di formazione.
La modalità utilizzata per facilitare l’indagine delle aspettative ha creato le condizioni utili a far emergere i contributi di ciascuno, che riassumiamo nei seguenti punti:

> esigenza di ottenere conoscenze, competenze e strumenti specifici da poter spendere sia in altri progetti, sia in altri contesti
> imparare nuove forme di comunicazione
> cambiare la prospettiva
> curiosità verso i metodi che verranno utilizzati e gli strumenti che verranno forniti
> formazione di un gruppo di lavoro coeso che progetta insieme
> approdare a nuove definizioni del termine ‘museo’
> conoscere le buone pratiche italiane e straniere sul tema

La seconda attività aveva invece lo scopo di evidenziare le competenze proprie dei partecipanti (per valorizzarle) e individuare le connessioni fra la pratica educativa e il coinvolgimento di persone con disabilità intellettiva nei musei.
Gli esiti di questo secondo lavoro si possono leggere su più livelli. A seconda del gruppo e delle persone, alcuni hanno evidenziato competenze spendibili durante il percorso formativo, altri hanno invece ragionato su quelle necessarie per la realizzazione delle proposte e dell’intero progetto, mentre altri ancora si sono soffermati sulla riflessione e comparazione tra le competenze già proprie e quelle invece che servono.
A titolo di esempio riportiamo alcune capacità/competenze emerse:

> volontà di includere
> capacità di ascolto
> empatia
> progettualità
> attenzione
> accoglienza

Il lavoro ha inoltre restituito un quadro complesso che rispecchia la poliedricità delle competenze richieste dalla pratica educativa museale, sulla quale è risultato interessante concentrare la riflessione per impostare il lavoro sulla valorizzazione di capacità e motivazioni esistenti e per porre l’attenzione sullo sviluppo di nuove.

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